IL MANDALA E IL CANCRO: UN PERCORSO VERSO IL CENTRO DEL SE’



Convegno Internazionale

“Le Terapie Complementari in Oncologia.

Danza, Yoga, Musica, Arte. Quali evidenze di efficacia?”

6-7 Ottobre 2016 - Brescia

AUTORI: D. RESPINI, C. LUCIA, A.N. MALPASSO

Autori: D. RESPINI, C. LUCIA, A.N. MALPASSO

Daniela Respini: Presidente Associazione MARELUCE ONLUS – Siracusa – SIPO Sicilia

mareluce@mareluce.it - www.mareluce.it - cell. 3383057984

 

Il Mandala e il cancro: un percorso verso il centro del sé

Key word: integrative medicine, mindfulness, quality of life, resilience.

Introduzione.

Un pensiero disfunzionale ricorrente nei pazienti oncologici è “Cancro=Morte”, ciò causa crisi emotive e cognitive, ansia e paura, sintomi depressivi, elevato stress e calo della Qualità di Vita (QdV). La malattia può causare una perdita dell’integrità bio-psico-sociale della persona, che si sente smarrita e si allontana da se stessa.Per aiutare il paziente nel suo percorso di riequilibrio della sfera psico-fisica, è necessario migliorare la sua resilienza, utilizzando strumenti che fanno emergere alcune risorse interne e profonde, come la creatività. Uno strumento di facile uso, ma altrettanto potente è l’uso della tecnica del Mandala.

La parola Mandala significa cerchio ed è una particolare forma di meditazione attiva, che segue i principi della Mindfulnesssu cui numerosi studi neurofisiologici  e clinici hanno messo in evidenza indiscutibili effetti sul cervello, sul corpo e sulla psiche della persona. Realizzare un mandala, disegnandolo  o colorandolo, è un’occasione per sperimentare la sicurezza, la capacità di scelta e di osservazione. Un’attività che ha dato ampia dimostrazione del miglioramento del benessere biopsicosociale dell’individuo. Questo è lo scopo dei laboratori di mandala che si realizzano all’interno del servizio di Psicologia dell’Associazione MARELUCE ONLUS. I partecipanti sono bambini e adulti, in fase attiva, avanzata e guariti da cancro.

 

Obiettivi.

Il laboratorio mira a ridurre l’ansia e lo stress, ad imparare riconoscere e gestire i sentimenti e i pensieri negativi relativi alla malattia, ad aumentare l’autostima e l’autoconsapevolezza, a ristrutturare le funzioni cognitive.

 

Materiali e metodi.

Ilaboratori svolti sono stati individuali e di gruppo, le tecniche che hanno accompagnato l’attività del mandala si rifanno all’approccio della Mindfulness e alla terapia cognitiva (body scan, meditation walking, visualizzazione guidata, ascolto attivo della musica, esercizi di yoga tibetano).

Per monitorare lo stato neuro-psicologico all’inizio e alla fine del percorso sono stati somministrati: QL-Index di Spitzer, mini-MAC, CBA, Five Facet Mindfulness Questionnaire-FFMQ, test  Neuropsicologico Breve e un questionario creato ad hoc sul percorso medico-psicologico relativo alla malattia. I laboratori si effettuano a cicli di 12  incontri. Inoltre, le figure mandaliche precostituite e l’invito a colorare allenava il paziente a organizzare la sua mente rispetto al caos che la presenza della malattia di per se crea.

Risultati.

A fine percorso, il re-test evidenzia un incremento della QdV (QL medio iniz.: 5, QL re-test: 7) un aumento della compliance alla terapia, un miglioramento nella relazione medico-paziente, un miglioramento dell’attenzione e delle capacità mnemoniche. Inoltre, emerge una maggiore consapevolezza di sé, che aiuta il paziente a leggere e riconoscere le proprie emozioni e saperle gestire.

Conclusioni.

Il mandala si inserisce in un momento di crisi che investe la persona nella sua globalità e la aiuta a prendere contatto con la sua parte sana , la sua interiorità dalla quale può attingere come strumento di coping. In tal senso, avvicinandosi alla pratica del  Mandala, pian piano prende consapevolezza che sta tracciando il suo percorso di guarigione. Ciò è possibile anche attraverso la condivisione e il confronto con gli altri in uno spazio inclusivo in cui la persona può sentirsi accolta e valorizzata nella sua individualità.

 Bibliografia:D. Respini. Il mandala contro il cancro.  Ed Mediterranee, 2010

 MARELUCE ONLUS – Siracusa – SIPO Sicilia