Il Mandala tra Mente e Cancro: Un Disordine Perfetto



XII Conferenza Internazionale AIAMC – AARBA di Applied Behavior Analysis

“Cambiare il comportamento per migliorare la vita”

24-25 Giugno 2016 Milano

IL MANDALA TRA MENTE E CANCRO:UN DISORDINE PERFETTO

Autori: D. RESPINI, C. LUCIA, A.N. MALPASSO, B. SGROI

Associazione MARELUCE ONLUS – Siracusa – SIPO

Introduzione

Il pensiero disfunzionale è spesso presente in quegli individui che incarnano una malattia cronica come il cancro. La più frequente tra le disfunzioni è che la parola cancro è associata alla morte: qualsiasi terapia è pertanto inutile. L’uomo entra in un caos sia emotivo che cognitivo allontanandosi da ogni processo razionale, perche invaso da ansia e paura. Occorrono strumenti di coping  in grado di ristrutturare la sfera cognitiva di chi ne è affetto. Nasce il laboratorio creativo di mandala all’interno del servizio di Psicologia dell’Associazione MARELUCE Onlus. I destinatari dei laboratori sono bambini ed adulti, in fase attiva avanzata o lungo viventi da malattia oncologica. Gli effetti benefici sono immediati e spaziano dallo sviluppo della creatività alla diminuzione degli stati di ansia, e attacchi di panico, dal potenziamento cognitivo al rilassamento, all’equilibrio psicofisico. Realizzare un mandala disegnandolo o colorandolo è un’occasione per sperimentare con gioia e giocando la propria sicurezza, capacità di scelta e di osservazione. Un attività che ha dato ampia dimostrazione del miglioramento del benessere biopsicosociale dell’individuo

Obiettivi: il laboratorio mira a ridurre la nausea ed il vomito, a diminuire l’ansia e la rabbia, ad aumentare l’autostima e l’autoconsapevolezza, a ristrutturare la mente

Matriali e metodi. Ilaboratori sono individuali e di gruppo, le tecniche che accompagnano l’attività del mandala si rifanno all’approccio della mindfulness e alla terapia cognitiva (body scan meditation walking, visualizzazione guidata, ascolto ativo della musica, esercizi di yoga tibetano). Il mandala va inteso come percorso di ristrutturazione, si parte dal caos per arrivare all’ordine. Gli stati psiofisiologici  sono monitorati da somminitrazione psicodiagnostica (CBA MMPI, MODA etc), all’inizio e alla fine del percorso, i laboratori si effettuano a cicli di 12 incontri..L'obiettivo è di mantenere l'attenzione sul qui ed ora, affinché si prenda consapevolezza del proprio stato e di osservare come i disturbi talvolta siano influenzati dallo stato emotivo. L’individuo impara ad allenare la sua mente. Trascorrere un tempo ad organizzare colori e forme all'interno di una figura geometrica come il cerchio riattiva, in maniera ludica, le attività celebrali dell'individuo.

Risultati: i risultai del test e dei questionari hanno evidenzato un incremento nella cura della qualità di vita, un aumento della compliance alla terapia, un miglioramento nella relazione medico paziente.

Conlclusioni.

Il Mandala come strumento che si inserisce in un momento di caos che investe la persona malata, passo dopo passo, accompagna il paziente ad acquisire armonia chiarezza e consapevolezza ma soprattutto a prendere consapevolezza che esiste una parte sana dentro di lui che nessuna malattia puo ledere, questa parte sana  è la sua spiritualità, una risorsa infinita di coping presente sin dalla sua nascita. In tal senso il mandala lo si può paragonare come ad un cancro, all’inizio tutto sempre confuso e complesso ma man mano che ti avvicini alla colorazione (e alle terapie) il mandala assume una sua forma e stai tracciando il tuo percorso verso l’armonia. Così come il paziente oncologico affidandosi alle terapie migliora la compliance e di conseguenza la sua qualità di vita.

 Bibliografia: Daniela Respini, Il Mandala contro il Cancro Edizioni Mediterranee, Roma 2010