SPIRITUALITA': UN VIAGGIO DENTRO 6 Settembre 2005



SPIRITUALITA': UN VIAGGIO DENTRO 6 Settembre 2005

…IL RAGGIO FERÌ LE LIQUIDE CARNI .
E DA QUELLE FERITE, USCÌ IL MARELUCE
RIFLESSO, SPECCHIO DELLO SPIRITO,
IMMAGINE STESSA DI DIO.
(Cinico senz’Arte 2005
omaggio a J.L. Borges )
La società a noi contemporanea sembra riconoscere un valore solo a ciò che è tangibile e
materiale, mentre il Vangelo – andando contro corrente – avverte: «Non accumulate tesori sulla
terra, ... ma in cielo» (cfr. Mt 6,19-20).
Il prezzo terribilmente elevato che si paga ad una visione materialistica del reale è da un lato il
rischio di stimare persino l’uomo in termini esclusivamente quantitativi, dall’altro il diniego di fatto
– anche se talora implicito – della malattia, della vecchiaia e della morte, quali segni evidenti della
precarietà dell’uomo.
L’individuo è costantemente bombardato, attraverso i media, da miracoli evanescenti che
nascondono la reale finitezza della vita umana e potenziano il mito di un’immortalità dai connotati
decisamente narcisistici. In questo senso, il secolo appena trascorso ha lasciato gli strascichi di una
incapacità di far maturare l’umanità in termini valoriali, se non di una vera e propria regressione
evolutiva. Nell’ottica deterministica ancora vigente in certo mondo scientifico, si resta concentrati sulla
dimensione biologica dell’uomo, accanendosi in opere di mantenimento e ristrutturazione della sua
dimensione fisica e materiale: sicuramente la più tangibile, ma non certo la più importante. Così, ad
esempio, la medicina e la chirurgia estetica si attestano come il fenomeno scientifico – se non di
costume – figlio esclusivo della nostra epoca.
L’attitudine consumistica, affiancata dalla profonda influenza della tecnologizzazione, spingono
sempre più ad un esaurimento dell’uomo che, sottratto alla prospettiva realistica di un benessere
anche interiore, finisce per sviluppare patologie biologiche e psicologiche di crescente gravità.
La scienza, che pur si sforza di mettere a fuoco le diverse componenti della personalità per
venire incontro alle domande di fondo, di fatto procede trascurando la dimensione spirituale – forse
intesa nell’accezione peggiorativa di “religione” –, relegandola in un ambito chiuso e quasi
irrilevante. Eppure, una integrazione della dimensione spirituale con quella fisica e psicologica è forse il
vero desideratum dei nostri tempi. La componente spirituale, infatti, uscirebbe volentieri dagli
stretti “recinti sacri” del culto per integrarsi con le altre dimensioni umane nel vivere quotidiano.
Dalla nostra esperienza di psicologi che lavorano con il disagio soprattutto giovanile e a stretto
contatto con la sofferenza del malato oncologico è maturata la convinzione che la componente
spirituale nell’uomo, oltre ad essere il canale di comunicazione con Dio, è la risorsa straordinaria
che dà la forza all’uomo per affrontare le sofferenze insite nell’umano vivere.
Con questa attenzione di fondo, abbiamo voluto costituire un’Associazione no profit, iscritta al
registro delle Onlus, denominata “MARELUCE, centro per la gestione delle relazioni umane e delle
risorse spirituali”.
L’ obiettivo è di mettere a fuoco il valore della dimensione spirituale nell’essere umano, in
particolare modo quello svantaggiato, e per gli operatori delle discipline umanistiche e scientifiche
che lavorano sull’uomo.
Uno studio attento dei fenomeni analoghi a quello cui vorremmo dar vita ci ha fatto riconoscere
non solo il valore, ma anche i limiti di alcune tendenze odierne (come la New Age) che, pur
richiamando un certo linguaggio della spiritualità, hanno dimostrato una reale debolezza o
confusione metodologica. Il punto di partenza esplicito da cui l’Associazione MARELUCE si muove
è, principalmente, il patrimonio delle spiritualità cristiana e buddhista tibetana. Da entrambe – sia
pur a titolo e in misura diversi – abbiamo attinto anzitutto per sviluppare una nostra professionalità,
che potesse aiutare il paziente a riscoprire e vivere liberamente il suo patrimonio interiore. Come
psicologi ad orientamento cognitivo – costruttivista studiosi della dinamica non lineare vale a dire
del fenomeno della complessità applicato ai comportamenti umani, abbiamo apprezzato e stiamo
approfondendo lo studio e applicando in ambito clinico con i nostri pazienti la metodologia della
mindfullness. La parola Mindfullness è la traduzione inglese di un termine sanscrito che significa
attenzione consapevole. In tal senso la “Mindfulness” è un metodo complesso formato da varie
tecniche meditative ed introspettive che aiuta l’individuo a prendere coscienza di sé e a vivere in
armonia.
La prima iniziativa
Su questo sfondo è andato prendendo corpo il progetto di un convegno, inteso come un reale
convenire delle voci cristiana e buddhista, per offrire alcuni spunti di riflessione sull’importanza
della dimensione spirituale. Il titolo che abbiamo pensato è “Spiritualità: un viaggio dentro”,
intendendo così alludere ad un ideale accompagnamento che i relatori offrirebbero all’uditorio verso
le zone più intime e forse oggi più dimenticate dell’uomo.
Perché parlare di Spiritualità e rivolgersi alla gente comune.
L’uomo occidentale se non è praticante anche se credente utilizza poco questa dimensione nella
vita di tuti i giorni. Nella cultura occidentale, come si è scritto sopra, l’unica dimensione che ha
ancora il dominio sulle altre è quella biologica legata al corpo. I termini lifting e silicone sono
entrati nella terminologia comune. Come scriveva qualche tempo fa lo studioso francese
Baudrillard, la “materializzazione dell’estetica”, domina oramai ogni relazione. Questi meccanismi
di rimozione dell’evoluzione ontogenetica dell’essere umano possono funzionare fino a quando non
si presenta la malattia e il rischio di morte. L’individuo che da un giorno all’altro si trova ad
affrontare, senza esserne preparato, una diagnosi di cancro piomba nel caos totale e con lui tutto il
sistema interagente in primo luogo i familiari. L’individuo e i familiari vengono sottoposti ad un
forte stress inimaginabile ma prevedibile. Perché la società occidentale negli ultimi ventanni ha
fatto opera di rimozione della morte. L’ha ridicolizzata, mediatizzata, svuotata di significato ma non
è riuscita naturalmente ad “eliminarla”. E le conseguenze di disperazione, rabbia e depressione sono
conseguenziali. Volgere il nostro sguardo verso le culture orientali è d’uopo se si vuole recuperare il
significato naturale della morte.
Infatti anche nella gente comune nelle culture diverse dalla nostra l’idea della morte come evento
di vita è integrata nel credo di ogni individuo, così come lo era nella cultura contadina dei nostri avi
dove la morte alla stessa stregua dell’inverno era considerata l’epilogo finale e la conclusione di una
stagione della vita. Attraverso la dimensione propria spirituale l’uomo moderno può recuperare il
significato della morte ed il senso della vita. Attraverso esercizi di mindfulness come la meditazione
o la colorazione dei mandala l’individuo può recuperare il suo centro e rientrare in se stesso come
suggeriva Sant’Agostino.
L’aspettativa a questo evento è quella di riportare gli animi della gente, in primo luogo gli operatori
delle professioni d’aiuto, ad una visione della spiritualità come qualità in-nata nell’uomo lasciando
ad ognuno la libera scelta di accrescerla nelle modalità più consone alla propria personalità,
credendo che i diversi approcci saranno come affluenti che si riverseranno verso un unico fiume che
ci porterà verso il grande mare dell’Amore.
Dott. Giuseppe Lissandrello
Psicologo, project manager MareLuce
 
Programma
Spiritualità: “un viaggio dentro”
Martedì 6 settembre 2005
Ore 17:00 apertura dell’incontro nota introduttiva sulla spiritualità, saluto del presidente dell’Associazione MareLuce (D. Respini)
Ore 17:30 L’autoeducazione alla spiritualità come stile di vita (Ghesce La Ghiatso)
Ore 18:15 La spiritualità come sorgente di forza nella relazione fra il curante e il malato (L. Balducci)
Ore 19:00 Pausa
Ore 19:15 La spiritualità come risposta forte alle nevrosi sociali. (Mons. G. Costanzo)
Ore 20:00 Domande agli esperti
Ore 20.30 conclusione dei lavori.